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Guardami bene anche ora, non con gli occhi,
ma con l'immaginazione,
con cui puoi, mentre me ne sto attaccata ad uno scoglio,
battuto dal moto delle onde;
Guarda i capelli sciolti, segno di dolore,
e la tunica appesantita dalle lacrime,
come da pioggia!
Il mio corpo trema,
come le spighe battute dai venti del nord,
ed i caratteri, tracciati dalla mia mano tremante,
sono incerti.
Io non ti supplico in nome dei miei benefici,
perché hanno ottenuto un cattivo risultato;
nessuna gratitudine mi sia dovuta per il mio operato,
ma neppure una punizione.
Se non sono io la causa della tua salvezza,
non c'è tuttavia ragione perché tu sia per me
causa di morte.
Queste mani stanche di percuotere
il mio petto colmo di mestizia,
io, infelice, protendo verso di te al di là del vasto mare;
ti mostro, affranta, questi capelli che mi sono rimasti;
ti prego, per queste mie lacrime dovute alle tue azioni:
volgi la tua nave, Teseo,
e torna indietro al mutare del vento;
se io sarò morta prima, tu, almeno,
raccoglierai le mie ossa...
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